Uno sguardo verso il futuro

L’impossibilità di incontrarsi è stato l’aspetto più negativo vissuto in questi mesi di lockdown. Questo è stato particolarmente sentito dai più giovani, che ha comportato anche un arresto del loro percorso formativo-catechetico, propedeutico anche per i sacramenti.

Per gli adulti, abbiamo cercato di ridurre il disagio per la mancanza della celebrazione eucaristica domenicale, proponendo, attraverso i moderni mezzi informatici, il foglietto della liturgia settimanale, accompagnato da una sintesi dell’omelia preparata da p. Ennio., nonché invitando le persone a seguire via TV le celebrazioni del papa; ma anche provando a sperimentare forme diverse di preghiera comunitaria, anche se non assembleare.

D’altra parte il lockdown ha consentito positivamente di riscoprire la preghiera domestica e di sviluppare e privilegiare la riflessione personale, familiare e di piccoli gruppi su tematiche di fede e sui temi che affliggono oggi l’umanità, in particolare quei temi cari a papa Francesco e presenti in particolar modo nella sua enciclica “Laudato si’”.

La situazione di questi mesi ha fatto emergere situazioni di povertà impensate: ciò ha stimolato le persone impegnate nel settore solidaristico parrocchiale ad una maggiore dedizione nel cercare di ridurre i disagi delle persone, sia aumentando le distribuzioni alimentari che normalmente venivano effettuate, sia aprendo un percorso per aiutare economicamente chi si trovava in difficoltà.

Tutto ciò ha portato anche ad aumentare il senso solidaristico tra gli operatori e ad allargare il coinvolgimento di persone più giovani.

Per il futuro, crediamo che un rinnovamento della vita della comunità cristiana, debba orientarsi fondamentalmente in tre direzioni:

a) liturgica – l’esperienza che abbiamo vissuto, che ha reso più evidente quanto la forma canonica della liturgia (e ci riferiamo soprattutto alla messa) sia “ingessata” e povera di scambio ed interazione, ci stimola a trovare momenti di apertura ed innovazione che favoriscano la piena partecipazione dei presenti, sia nella preparazione della stessa, sia nel suo svolgimento.

b) catechetica – la catechesi deve rappresentare per la comunità parrocchiale la guida per il percorso di fede di ogni suo membro, a partire dal battesimo -quando il bambino (o l’adulto) entra a far parte effettiva della Chiesa nella comunità di riferimento-, per proseguire incessantemente ad ogni età, non solo alle scadenze sacramentali, perché -come dice papa Francesco- “la Chiesa non evangelizza se non si lascia continuamente evangelizzare” (E.G.174). Il papa ci invita inoltre ad unire la riflessione sulla Parola di Dio con i grandi problemi e contraddizioni presenti oggi nel mondo, di carattere ambientale, economico, sociale: la catechesi non dovrà quindi essere disgiunta dalla concretezza del vivere quotidiano.

c) solidaristica – avendo costantemente presente la misericordia di Dio, prevalentemente per i poveri, gli affamati, i sofferenti, il nostro impegno di solidarietà dovrà concretizzarsi sempre più in scelte rivolte ad alleviare tali sofferenze. Uno sforzo ulteriore dovrà essere rivolto ad aprirsi al di fuori della cerchia ristretta di persone a noi conosciute, per configurare quella che il papa chiama una “Chiesa in uscita”. “Chiesa in uscita”, a nostro parere, significa anche ricercare e perseverare affinché si tengano aperti ponti con persone di altre confessioni cristiane, altre religioni o ideologie, che abbiano a cuore la pace, la giustizia, l’armonia di tutto il creato.

Ugo Faggi
Parrocchia della Madonna della Tosse